Petizione per l'applicazione del Decreto Legislativo 368/99
Dal 1996 al 1998 si svolsero su tutto il territorio nazionale una lunga serie di manifestazioni di protesta che coinvolsero migliaia di medici specializzandi affinché la normativa italiana recepisse di fatto le direttive europee ( 82/76/CEE e 93/16/CEE) e seguisse le indicazioni della Unione Europea dei Medici Specialisti.
Le innovazioni che l'Unione Europea imponeva agli stati membri erano, tra l'altro, finalizzate ad un formale e sostanziale riconoscimento reciproco dei titoli di medico generale e specialista tra i vari paesi europei. A tale scopo stabiliva che tale riconoscimento era inevitabilmente subordinato all'acquisizione dello stesso know-how e alla frequenza del medesimo training formativo nei rispettivi paesi.
Venivano quindi fissati dei rigidi criteri per il conseguimento di alti standard formativi nella didattica formale e nell'addestramento professionalizzante e si stabiliva una costante verifica di tali obiettivi attraverso organismi di controllo nazionale e locali.
Veniva inoltre definitivamente stabilito che lo specialista in formazione dovesse essere retribuito in cambio del lavoro subordinato svolto nelle strutture di formazione.
Le motivazioni delle rivendicazioni degli specializzandi erano così ragionevoli che lo Stato italiano non poté non riconoscere la sua colpevole inadempienza ed emanò il decreto legislativo n. 368 del 17 agosto 1999 di recepimento della suddetta direttiva comunitaria.
La soddisfazione che seguì l'emanazione di tale disposto legislativo lasciò presto il passo all'amarezza e alla delusione del vederlo completamente inapplicato per la mancata copertura finanziaria!
Pertanto gli specialisti in formazione italiani continuano ad essere:
- per la legge dei medici che, svolgendo attività clinico-assistenziale presso strutture sanitarie pubbliche e private, sono soggetti a pesanti responsabilità civili e penali senza alcuna copertura assicurativa.
- per le università degli studenti-laureati poiché in cambio dell’attività lavorativa svolta ricevono una misera borsa di studio e sono tenuti al pagamento di cospicue rette annuali di tasse universitarie. Senza considerare che molti atenei non offrono neppure un’ora di didattica formale
- per le scuole di specializzazione ed i policlinici universitari manodopera a costo zero da impiegare in ogni tipo di attività che spesso non hanno nulla a che fare con il corso di formazione.
- per il fisco e la previdenza sociale dei fantasmi dal momento che la borsa di studio percepita (mai adeguata all’inflazione dal 1992!) è semplicemente una specie di rimborso spese.
In sostanza lo Stato Italiano che dovrebbe garantire il diritto costituzionale alla formazione ed in prima istanza tutelare la salute degli utenti , impartisce a tutti i giovani medici la peggiore formazione post-laurea d’Europa fingendo formalmente di allinearsi agli altri stati europei e poi ignorando i suoi stessi disposti legislativi.
TUTTO CIO’ PREMESSO
Con la presente petizione i sottoscritti CHIEDONO al Parlamento Italiano di provvedere con urgenza al reperimento di adeguate risorse economiche per la copertura finanziaria richiesta dal decreto legislativo n. 368/99 affinché possano essere stipulati i contratti di formazione lavoro di tipo subordinato per i medici in corso di specializzazione, restituendo così giustizia e serenità ad una categoria di medici che tutti i giorni prestano servizio presso gli ospedali italiani senza che venga loro riconosciuta nessuna tutela giuridica, economica, assicurativa e formativa al contrario di tutti i loro colleghi europei.
Fidando nel senso di giustizia che caratterizza questo onorevole parlamento, auspichiamo un favorevole accoglimento di questa forte istanza e presentiamo i più rispettosi ossequi.
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